Lo yoga nel centro storico dell'Aquila, gli aspetti profondi di una pratica millenaria.

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Lo Yoga nel centro storico dell’Aquila

Yogalaquila nasce più di dieci anni fa nel centro storico, con l’intenzione di diffondere lo yoga della tradizione e di sviluppare un centro culturale per scoprire le antiche tecniche yogiche e per studiare i testi millenari.

Angelica Equizi si è formata con Antonio Nuzzo, ritenuto tra i più autorevoli maestri di yoga italiani e considerato il padre nobile dello Yoga italiano ed europeo.

Lo Yoga si può definire in innumerevoli modi, sicuramente è interessante riflettere su come sia una “filosofia pratica”, ciò significa che solo attraverso la pratica esperenziale, si può comprendere realmente la filosofia yogica, in quanto nello Yoga c’è un lavoro empirico, basato proprio sull’esperienza psicofisica che l’essere umano può fare attraverso l’autodisciplina basata sulla pratica, e conseguentemente innescare il processo yogico la strategia (Sadhana) che sostanzialmente rieduca il mentale.

Tutte le pratiche yogiche sono rivolte al blocco delle fluttuazioni mentali:

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Il processo yogico si attiva solo attraverso la pratica e solo la pratica della tradizione millenaria ci pone nelle condizioni di attivare la Sadhana, la strategia che lo yoga da milleni ci tramanda per determinare lo “Yoga chitta vrtti nirodha”, ovvero lo yoga blocca, arresta le fluttuazioni mentali/coscienziali che determinano ignoranza, sofferenza e dispersione.

Non dimentichiamo che lo yoga nasce per curare il disagio esistenziale dell’essere umano ed i primi reperti risalgono all’età della pietra.

Probabilmente l’occidentale è stato influenzato dalla filosofia Cartesiana “Cogito ergo sum”, “penso dunque sono”, in quanto la nostra educazione sociale, culturale, emotiva è sicuramente più impostata nell’identificazione con il mentale che non nel cercare di fermare e trascendere il movimento, il turbinio (vrttí) del mentale stesso, così come ci insegna lo yoga.

Nello Yoga e in generale nella filosofia orientale è esattamente il contrario ovvero sono, esisto, vivo la vera realtà esistenziale solo quando riesco ad espandere la coscienza grazie all’utilizzo del corpo e a trascendere tutto il movimento (vrtti) del complesso mentale (Manas), la mente profana che è pura illusione (Maya).

Il Manas è la mente composta dal cognitivo, dai sensi, dalla memoria anche memoria ancestrale, e dal sentimento dell’Io -Ego (Ahamakāra /Asmità ). Una precisazione pratica è che se noi attiviamo il mentale, rectius il sentimento dell’io – l’ego, non ci può essere alcuna pacificazione del mentale o unione corpo mente. È questo il motivo per cui nella pratica yoga non possono esistere automatismi come nello sport e nella ginnastica ed infatti lo yoga è il contrario dello sport e della ginnastica, o meglio di un’attivazione fisica che spontaneamente porta ad una identificazione dell’ego nel corpo e quindi ancora potenziamento del mentale. È da qui che si sviluppa la capacità di educarsi alla presenza mentale, al “qui ed ora”che è solo l’inizio del processo yogico.